π“π”πŒπ”π‹π“πˆ | 𝐒𝐔𝐋 π’πŽπππŽ 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 πŒπ„π“π‘πŽππŽπ‹πˆ
di 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐒𝐚 𝐏𝐞π₯π₯𝐞𝐠𝐫𝐒𝐧𝐒
in fotografia un’opera di π†π’π¨π«π π’πš π…π«π’π¬πšπ«ππ’ (parte della collezione Communist Museum of Palestine)
da L’ALMANACCO n.38

Β«Non si puΓ² scindere la forma di vita metropolitana dalla metropoli, non si puΓ² separare la miseria esistenziale del presente dalla forma urbanistica in cui si Γ¨ costretti a vivere. Separati, sempre alla ricerca di qualcosa, impossibilitati a vivere qui e ora, in attesa perpetua di un ruolo che non arriva, di una stabilitΓ  che si sposta sempre un po’ piΓΉ in lΓ , di una presa accettabile sulle nostre vite. La metropoli esclude, ed esclude la vita, si costruisce sempre piΓΉ come immagine rarefatta, ospitale solo attraverso uno schermo. E la metropoli va in campagna e la campagna torna alla metropoliΒ».