Manifesto Brutal* a Giungla Domestica, diviene drammaturgia inaspettata, lettura collettiva in cui abitare parole di altre, nel tentativo di incontrare un incontro.

Diffrange l’autrice, recluta voci. 

Non c’è pubblico ma siete tutte invitate

È una festa piccola, intima. 

Chi desidera esserci ne prenderà parte, cerchiamo insieme di reincantare il mondo. 

La scena possibile: un cerchio di sedie ed i corpi seduti. 

Al centro: libri, piante, segni, suoni, erbe. E un organetto.

Le ecologie sono almeno tre, scriveva qualcuno. 

La lettura comincia, le tracce passano da uno a uno, da due a due:

Chi può dimenticare i momenti in cui qualcosa che sembrava inanimato mostra di essere ben vivo, addirittura pericolosamente vivo? Ad esempio quando un arebesco nel motivo di un tappeto si rivela come la coda di un cane, che, se calpestata potrebbe provocare un morso a una caviglia. O quando, allungando una mano verso un tralcio dall’aspetto innoquo, scopriamo che è un grosso lombrico o un serpente. O quando ci accorgiamo che un inoffensivo tronco galleggiante in realtà è un coccodrillo. 

*Manifesto Brutal è una performance, un libro, una radio e una festa. 

Abitava la pandemia prima che il mondo se ne accorgesse.

Multiforme ha debuttato al Museo Macro Asilo di Roma il 1 Dicembre 2019.

Si è fatto interazione radio audio-visiva per L’IperFestival al Museo delle Periferie ed Erratic Version – opera viagginate in Chaosmic-Spasm Artist-Run Yerevan Biennale 2021.

Manifesto brutal parla per femminile perché si rivolge a tutt*.

All’orto botanico ci sarà il collettivo ANARCORPOREÖS – Giorgia Frisardi e Mattia Pellegrini ed altre complici.